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Latte, a ognuno il suo!

Il latte di mamma è adatto al neonato, quello della mucca al vitellino.

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Quando possibile e se conforme alla scelta informata della mamma, il latte materno è l’alimento ideale per il nutrimento globale del neonato, (per il corpo certo, ma è ormai ben conosciuta e sperimentata la valenza affettiva dell’allattamento al seno), per i primi sei mesi di vita e resta un importante alimento per i primi due anni di vita del bambino.

Quando c’è caldo, quando il bambino si ammala, in viaggio o in situazioni difficili come quella che stiamo vivendo in queste ultime settimane in Emilia, il latte materno rappresenta una risorsa e una comodità. In seguito all’allattamento con latte materno, con gli inizi dello svezzamento, è utile sapere che di latte vaccino non ne abbiamo bisogno. Non siamo costrette a inserire nella dieta del bambino né latte vaccino, né alimenti a base di latte vaccino.

Questo è un mito da sfatare. Perché mai dovremmo nutrirci con il latte adatto a un vitello?

I nostri figli devono forse crescere come mucche? Siamo forse in periodo di guerra e sottoalimentati? Dunque, non abbiamo bisogno di latte vaccino. Se proprio desideriamo inserire nella dieta il latte, quello di capra e di pecora, (ancor più il costoso latte d’asina), sono maggiormente simili a quello umano e sono meglio digeribili.

Il latte della mamma è ecologico, non crea rifiuto e sempre fresco, pronto e batteriologicamente puro; ricco di tutti i nutrienti necessari alla crescita del bambino e ricchissimo di agenti immunitari che preparano l’organismo del bambino a reagire ad infezioni respiratorie e intestinali.

Il latte di mucca contiene dal 3,5% al 5% di proteine, quello della donna l’1,2%. Il contenuto di proteine del latte vaccino risulta per il bambino essere eccessivo e sovraccarica di lavoro fegato e reni. Inoltre, l’elevato contenuto di caseina lo rende indigesto. Ecco perché “dormiamo meglio” dopo un bel bicchiere o un biberon di latte di mucca! Siamo per così dire…stesi!

Un’altra falsa credenza è che un elevato apporto di latte e formaggio nella dieta, prevenga l’osteoporosi. Falso: il calcio contenuto nel latte vaccino è mal assimilato dal nostro organismo a causa dell’alta percentuale di fattori inibenti: fosforo, caseina e proteine acide che l’accompagnano. Il calcio inoltre viene utilizzato dal nostro organismo per smaltire le sostanze innecessarie al nostro metabolismo. Un elevato apporto di proteine (contenute nello stesso latte e nei formaggi, nonché nella carne), richiede calcio per l’eliminazione delle sostanze in eccesso che viene prelevato dalle ossa. Al termine di tali processi, il calcio residuo invece che fissarsi nelle ossa, viene indirizzato altrove, provocando la formazione di calcificazioni che possono essere dannose. Le diete ad alto contenuto proteico, soprattutto derivanti dal mondo animale, causano un’importante perdita di calcio. Di conseguenza, attenzione a non esagerare con latticini e carne.

Ciò è avvalorato dall’alta incidenza di osteoporosi nei paesi in cui vengono consumate elevate quantità di latticini. Da studi recenti rileviamo che l’OMS e la FAO indicano utile una dieta ricca di frutta e verdura per la salute delle ossa.

Vi sono importanti ricerche che hanno origine dalla medicina orientale che dimostrano come latte e latticini favoriscano la produzione di muco intestinale e nelle vie respiratorie.

“Tutti i prodotti di origine animale, quindi non solo i latticini, contengono grassi saturi pro infiammatori, cioè il substrato su cui l’organismo costruisce molecole infiammatorie”

fonte Dott.ssa M. de Petris

Anche nella mia diretta esperienza di mamma e educatrice perinatale, ho potuto osservare che una volta eliminati o sensibilmente ridotte colazioni e merende a base di latte e latticini, la produzione di muco e catarro è apprezzabilmente diminuita.

In caso nelle nostre cucine siano presenti latte vaccine e carni, domandiamoci sempre da dove provengono, come sono stati alimentati questi animali, come hanno vissuto, come sono stati trattati, se sono stati cresciuti a base di ormoni, antibiotici e altri medicinali. Ricordiamoci sempre che ciò di cui ci nutriamo, diventa “noi stessi”.

A cura di Maria Chiara Purcaro

Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non costituiscono e non provengono né da prescrizione né da consiglio medico.

 

La rubrica Cucina e Nutrizione è curata da:

Cristiana Ricciulli, medico chirurgo, esercita in qualità di Nutrizionista. E’ docente nei corsi di Cucina e Nutrizione del Progetto Cucina della Salute

Maria Chiara Purcaro, educatrice perinatale, doula, conduttrice di gruppi a mediazione corporea. Fondatrice di Spazio Nascita, oggi Circolo Primo Respiro, è impegnata dal 1999 nel sostegno all’allattamento materno e nella promozione del divezzamento secondo natura. Responsabile del progetto Cucina della Salute in collaborazione con Scuola di Cucina Girasole, conduce i corsi divezzamento, cucina vegetariana per famiglie, bambini e ragazzi. Contatti: scuolacucinadellasalute@gmail.com 340.7692689

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